Omelia nella festa di S. Caterina 2017

Inviato da don Mauro il Sab, 02/12/2017 - 23:34
logo CP

Festa di santa Caterina
Besana, 25 novembre  2017                                             Messa solenne

(scarica)

INSIEME AFFRONTIAMO LA SFIDA EDUCATIVA
CON I NOSTRI ADOLESCENTI

“Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli? Chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli…”. E’ provocatoria questa risposta che Gesù dà a qualcuno che lo interpella ed alla folla che lo ascolta!
La relazione di maternità e di fraternità si alimenta e si manifesta nel compiere la volontà di Dio Padre. Scoprire ed attuare il progetto di Dio ci rende capaci di generare rapporti di maternità e di instaurare relazioni fraterne.

Carissimi confratelli nel sacerdozio,
egregio Signore Sindaco,
gentili signori Assessori,
spettabili Consiglieri Comunali, del Consiglio Pastorale ed Affari economici,
carissime famiglie,
e comunità pastorale intera,

nella festa patronale di Santa Caterina sento il bisogno e la necessità di riflettere sul mondo meraviglioso e problematico dell’adolescenza. Sono rimasto infatti molto impressionato dalla serata conclusiva della Missione giovani del settembre scorso: tanti erano gli adolescenti e giovani presenti!

Ho nella mente i più di duecento adolescenti che hanno animato i nostri oratori feriali…Quasi ogni giorno incontro adolescenti annoiati o che in gruppo sono difficilmente gestibili. Qualcuno mi ha recapitato un biglietto con la richiesta di un skateboard park!

Vorrei allora riflettere sul tema della loro crescita umana e cristiana interpellando l’attenzione di tutti.

L’adolescenza è quel mondo definito ‘terra di nessuno’: infatti essi non sono più bambini ma neppure sono ancora uomini e donne maturi.
L’opinione pubblica e le notizie dipingono il mondo dell’adolescente solo con toni scuri e negativi, quasi fossero tutti potenziali‘bulli’. Ma non è così: ci sono adolescenti generosi e capaci di scelte coraggiose e talvolta controcorrente.
Certo spesso il mondo degli adulti non si impegna a fondo per educare ed accompagnare il loro cammino di maturazione.
Un adolescente qualche tempo fa mi ha scritto:

“Ci sono giovani che vogliono diventare grandi sempre prima; non ci sono più barriere, e sempre meno esistono regole. In questo influisce sicuramente il comportamento poco restrittivo delle famiglie. Spesso assenti, fanno finta di non vedere, criticando chi fa notare alcuni comportamenti scorretti dei propri figli.”

Dobbiamo essere convinti che aiutare i nostri adolescenti vuol dire proporre loro strade e mete per diventare grandi: non possiamo essere contenti solo perché sono bravi a scuola e si comportano bene.
L’impegno dell’adulto deve essere quello di riproporre la fatica, saper dire loro qualche no perché siano aiutati a superare la ‘sindrome’ di Peter Pan che li fa adagiare e non li stimola a crescere.

Genitori, educatori, amministratori, adulti troviamo il coraggio di predisporre cammini verso ‘mete alte’ e difficili: accompagniamoli con entusiasmo e senza paure. Chiedo a tutti ed in particolare a voi genitori di essere sempre attenti e collaboranti con coloro che dimostrano attenzione agli adolescenti.
La Pastorale giovanile nella nostra comunità diventi sempre più capace di sostenere e coordinare tutte le iniziative che coinvolgono questa fascia d’età, tentando anche qualche proposta audace.

Scriveva ancora quell’adolescente:
“Il problema di fondo è questo: spesso non è il disagio a far cadere tanti di noi in  esperienze deludenti e negative;il problema è che ,tante volte, abbiamo tutto troppo facilmente e dobbiamo essere tutti uguali. Oggi l’eccezione è essere normali, e quelli che riescono a rifiutare l’omologazione sembrano quasi degli eroi”.

Per la crescita la meta semplicemente umana non basta: occorre aiutarli a capire e discernere il progetto di Dio sulla loro vita.
Non tutto si consuma e si esaurisce in questa storia: la vera meta infatti sono le ‘cose eterne’. Ricuperiamo nel dono della fede la pratica alla vita sacramentale perché essi si sentano incoraggiati a fare altrettanto.
Non solo spingiamoli agli incontri formativi, ma abbiamo l’umiltà di farci loro compagni di viaggio. È l’incontro con il Signore che salva e realizza la loro vita. È il suo progetto accolto ed  attuato che rende piena la loro libertà.

Non è semplicemente emergenza educativa, ma una crisi antropologica ed umana, per arginare la quale non bastano una buona riforma o qualche provvedimento politico. Si tratta infatti della crisi nella trasmissione fra generazioni, quella sorta di interruzione del racconto che una generazione deve tramandare all’altra per sconfiggere le ‘passioni tristi’ oggi prevalenti tra i ragazzi. Questo significa che, se i giovani sono allo sbando, il problema sono gli adulti.
Pensando di fare il loro bene, spesso li difendiamo ad oltranza oppure li accusiamo ingiustamente. Proponiamo loro di donare tempo gratuito per le persone più bisognose, anziani, portatori di handicap, soli…! il tempo perso nella logica del mondo, diventa prezioso e ricco nella logica evangelica. Non inculchiamo in loro il culto e la necessità a tutti i costi del denaro, della carriera e del successo, e dell’affermazione emulando spesso la irresponsabilità !
Se non realizzano per la loro vita quello che noi adulti vogliamo, non importa: determinante è che maturino e facciano scelte responsabili ed entusiastiche.

Certamente questo chiede a ciascuno di noi la coerenza e la testimonianza convinta. Dove trovano semplicità, ascolto e credibilità, essi non hanno paura a giocarsi e lasciarsi coinvolgere. Adulti, non giochiamo a fare gli adolescenti con gli adolescenti!!
“La disciplina non deve essere solo di facciata, altrimenti inganniamo i giovani a vivere di maschere e di espedienti intercambiabili in ogni situazione”.

Non abbiamo paura di lavorare in rete: gli adolescenti sono gli stessi, tanto in famiglia, a scuola, all’oratorio, nei gruppi sportivi e nella società civile.
Ogni agenzia educativa abbia a cuore non solo il suo ‘tratto di competenza’, ma sapendo che il tesoro è prezioso, con umiltà e semplicità scelga di dialogare, condividendo una proposta globale.
Non è più il tempo di rivendicare spazi propri evitando la comunicazione ed il dialogo. Abbiamo fatto onestamente tutto quello che è fattibile per creare un ambiente sano e ricco di proposte capaci di accogliere ed accompagnare gli adolescenti?

Occorre una proposta educativa chiara, non una molteplicità di indicazioni a volte discordanti, spesso venate di condiscendenza e permissivismo oppure, per contro, ispirate ad un anacronistico autoritarismo: elementi, questi, che finiscono per generare nei nostri ragazzi la sensazione della latitanza degli adulti di fronte al loro compito di guide e di autorevoli punti di riferimento per le giovani generazioni.
Ne derivano, per l’adolescente, disaffezione alla vita comunitaria, ripiegamento individualistico e, talvolta, l’adozione di comportamenti inclini alla prevaricazione.

Solo di fronte ad una proposta chiara e condivisa da parte degli ‘adulti che educano’, i ragazzi potranno sentirsi interpellati da valori quali il rispetto della persona, della vita, dell’ambiente, l’impegno allo studio e nel lavoro, la solidarietà, il senso della legalità, la disponibilità alla partecipazione attiva, l’amore per la propria scuola, il rispetto del proprio paese o città.
Nell’odierna società frammentata e ‘liquida’, di fronte all’emergenza educativa che è sotto gli occhi di tutti, è urgente la necessità che gli adulti tornino a parlarsi per elaborare una valida proposta educativa per riportare i ragazzi al centro di comuni progetti educativi.

Tutti gli adulti che all’interno della comunità rivestono un ruolo educativo sono pertanto chiamati ad una assunzione di responsabilità, ad un lavoro comune intorno a progetti educativi condivisi.
La valorizzazione di tante buone pratiche può innescare circoli virtuosi che mettano in evidenza, accanto ai momenti di disagio le ricche esperienze e proposte per la formazione e la crescita degli adolescenti.
Guardo con gratitudine, ripensando alla Missione Giovani dello scorso settembre, ala sinergia creatasi tra la Comunità Pastorale, Istituto comprensivo di Besana, Istituto ‘Ghandi’ e società sportive: questa alleanza virtuosa potrà generare altre occasioni per il sostegno e la promozione della crescita ‘completa’ dei ragazzi.

Del resto non possiamo non riconoscere come ‘segno dei tempi’ il fatto che l’intera Chiesa Cattolica viva un’attenzione specifica al mondo giovanile. Siamo grati a papa Francesco per l’intuizione di indire un Sinodo dei Vescovi per il prossimo ottobre che avrà per tema: “ I giovani, la fede ed il discernimento vocazionale”. Dunque tutti i cristiani adulti sono richiamati a volgere il proprio sguardo al mondo giovanile, per impararne i linguaggi senza bollarli come incomprensibili o insensati; tutti gli adulti sono chiamati a porsi accanto alla realtà giovanile come una presenza attente e capace di una efficace testimonianza.  

Significativa da essere considerata è la proposta decanale del Centro vocazionale di Giussano, dove i ragazzi sono accompagnati nel discernimento del progetto di Dio.
Non lasciamoci abbattere di fronte alle fatiche ed ai fallimenti educativi: teniamo sempre alto il dialogo, con il quale è sempre possibile, in ogni momento, riprendere il discorso chiarendo e proponendo cammini, tappe e mete.
Anche l’adolescente più riottoso e ribelle, di fronte al dialogo ed al fatto che si senta al centro di una attenzione personale, esce allo scoperto, perché si accorge che non può risolvere da solo le tensioni che spesso lo schiacciano.
Evitiamo la pista fallimentare di ritornare al passato in maniera nostalgica: non è richiamando il passato (peraltro diversamente problematico!) che possiamo aiutare gli adolescenti ad aprirsi con fiducia verso il futuro che li attende.

Santa Caterina, che per il Risorto ha offerto la sua testimonianza fino al martirio, ci doni il coraggio di non indietreggiare mai di fronte alle critiche nè tanto meno di fronte agli insuccessi. Il santo Crocifisso, riportato al suo originale splendore, ci provochi ad essere sempre pronti a rendere ragione della speranza che è in noi, e questa Speranza che è il Signore Gesù contagi i nostri adolescenti!

Signore Gesù, che alla vigilia della tua passione,
pregando il Padre perché tutti fossimo una cosa sola,
hai donato la tua vita,
donaci la forza dello Spirito perché con tutto noi stessi,
possiamo essere testimoni credibili, gioiosi
e veri educatori dei nostri adolescenti. Amen