Festa della famiglia - omelia di don Mauro

Inviato da Admin il Lun, 27/01/2020 - 13:08
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NON CI SENTIAMO ALL’ALTEZZA DELL’INVITO…
La bellezza del quotidiano vissuto in famiglia
Festa della Famiglia 2020

“Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la legge del Signore... fecero ritorno a Nazareth...” (Lc 2,39)
‘Nel tempo di Nazareth Gesù ha semplicemente vissuto. Non c’è altro da fare che vivere il quotidiano lasciandoci condurre dallo Spirito..l’ordinario dei giorni che trascorrono nelle circostanze che ci sono date, nella trama dei rapporti quotidiani..’
(M. Delpini, La situazione è occasione..)

Nel paese di Acquafredda tutti attendevano la Visita pastorale del Vescovo. La parrocchia era in fibrillazione e tutta intenta nei preparativi. Anche il parroco era coinvolto in prima persona nel cercare i componenti di gruppi ed associazioni da presentare al Vescovo.
Quando fu il momento di scegliere le famiglie che avrebbero stretto la mano al Vescovo, don Costante pensò alla famiglia Pollone.
Padre, madre, cinque figli ed il nonno paterno. Convinto del dono loro fatto, attese il giorno della Visita. Ma le cose non andarono proprio come il parroco si aspettava.
Infatti una settimana prima l’Adalgisa, la mamma invitò il parroco a casa per un caffè ed in quella occasione espose le sue riserve sull’invito.
“Signor parroco non ci sentiamo all’altezza di incontrare il Vescovo, rivolga l’invito ad un’altra famiglia. Grazie comunque per aver pensato a noi!”.
Il parroco sconvolto per aver declinato l’invito chiese delle spiegazioni. Intervenne Bortolo, il marito evidenziando anzitutto la fatica nell’accompagnare tutti a questo incontro. “Io ho la quarta elementare come grado di istruzione, perché per aiutare i miei genitori non ho potuto studiare. Poi mio padre è malato di Alzheimer , non capirebbe nulla e magari ci farebbe fare qualche figura davanti a tutti! Camillo il nostro ultimogenito poi necessita di essere allattato perché è nato sette mesi fa. Come farebbe mia moglie Adalgisa ?”.
“Che bello disse il parroco; il nonno malato accudito in casa ed il piccolino accolto con grande cura! Il vescovo ne sarà certamente contento!”.

Famiglia non vergognarti di mostrare come quotidianamente e con amore accudisci ogni età della vita: tu sei il grembo che genera e in te c’è la forza per superare le fatiche che accompagnano la vita nelle sue fasi.

A quel punto intervenne la Caterina, studentessa di terza liceo manifestando la sua difficoltà, in quanto dal post Cresima non ha più vissuto il cammino di fede.
“Che figura farei se il Vescovo lo sapesse..Essere lì esteriormente, ma non coerente con le scelte…”.

Famiglia non temere se nell’educare incontri difficoltà o risposte che sembrano essere incoerenti e deludenti…Il Signore cammina con te e se lo invochi, Egli non ti lascia mancare la Grazia per l’incontro con Lui. Affidati al divino volere, non scoraggiarti!

A quel punto il nonno ebbe un forte colpo di tosse che sputò in terra del catarro. “Vede che vergogna. Se capitasse davanti al Vescovo, che figura faremmo?”, disse la Adalgisa. Il parroco subito la riprese quasi con un rimprovero.

Famiglia non sentirti a disagio di fronte alla fragilità e a questi momenti di umanità che si manifestano. E’ il tuo tesoro quotidiano.

A dare man forte poi intervenne il Rolando primogenito e studente all’ultimo anno di ingegneria. “ Vede signor parroco, anch’io le sono grato per la sua scelta, ma mi vergogno perché la nostra famiglia è povera, e per pagarmi gli studi aiuto un giardiniere. Guardi che mani!”. Il parroco commosso lo abbracciò.

Famiglia non temere se vivi la povertà! Gesù stesso ne ha fatto un valore capace di puntare all’essenziale. Ricordati Rolando che aver le mani sporche e rovinate per la fatica del lavoro è un segno di grande corresponsabilità e dignità.

Perché non mancasse nulla, anche Anastasia, figlia adottata e da un anno assunta da una impresa di pulizie, portò il suo contributo. “Mi vergogno al solo pensiero di dire al Vescovo che da mattina a sera, pulisco bagni e servizi, scale e portoni ed ho a che fare con la spazzatura! Se poi intuisse che sono stata abbandonata dai miei genitori!”.
‘No, Anastasia non devi vergognarti, disse il parroco! Ogni lavoro ha la sua dignità, perché ti rende pienamente donna! Certo non hai conosciuto i tuoi genitori, ma oggi sei accolta ed amata da Adalgisa e Bortolo.

Carissima famiglia ogni lavoro non solo permette il vivere, ma manifesta la grandezza del prendersi cura della famiglia. Anche il lavoro più umile e che nessuno vuole fare, se fatto con passione ed amore, diventa occasione preziosa di aiuto vicendevole. Grazie genitori che amate la vita, non solo generandola, ma anche nell’adottare figli abbandonati o in difficoltà!

Dalla cucina, piangendo, giunse in salotto Angel, il penultimo figlio. Giocando chiuse il dito mignolo nel cassetto del tavolo. Il pianto era a dirotto ed insopportabile. Sembrava avesse persino un mancamento di fiato.
“Vede don Costante se durante l’incontro con il Vescovo succedesse un pianto così, che disturbo e chi potrebbe fermarlo?”.
Senti Adalgisa, qualche volta, durante le celebrazioni accade che qualcuno in chiesa pianga… A me non dà fastidio il pianto di un bambino…Mi irrita più un cellulare che squilla o un adulto che parla!

Famiglia accompagna con semplicità ed umiltà l’imprevisto che accade. Non vergognarti di ciò che accompagna il tuo vivere. Sei il ‘luogo’ dell’incontro della creatura con il Creatore. Accogli con semplicità ciò che ti appartiene e che è insostituibile.

Intanto che l’Angel, in braccio alla mamma, esauriva le sue lacrime, don Costante, quasi esausto per il dialogo semplice ma animato, si sentiva in dovere di ribadire l’importanza della partecipazione all’incontro con il Vescovo.
“Carissimi, disse, vi ringrazio di questo ‘squarcio’ di famiglia che mi avete comunicato. E’ per me commovente aver condiviso le ‘fatiche’ e l’umanità che vi accompagna. Questa è la famiglia! Non tutto scontato, non tutto in ordine, non tutto facile…ma la semplicità della vita accolta nelle sue espressioni e nelle sue fatiche che sa sostenere con pazienza le esigenze dei ogni componente.
Quale grande dono è la famiglia che Dio, nella sua fantasia ha posto in Essere!

Famiglia, Dio ama non ciò che hai, ma semplicemente quello che sei: diventa te stessa senza vergogna!

Senza di te, famiglia cristiana, la società è più povera ed il mondo non avrebbe un futuro desiderabile ed aperto alla speranza!
Famiglia vivi la bellezza del quotidiano, non lasciarti cadere le braccia per le fatiche e le delusioni; oggi abbiamo bisogno della tua testimonianza, del tuo amore e dell’entusiasmo che si respira quando, riuniti a tavola guardandovi negli occhi scoprite un mondo meraviglioso che ciascuno dischiude.

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