Lettura del Nuovo Testamento - Quinta Settimana 2 - 8 marzo

Da Debora Merlo , 1 Marzo, 2025
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Iniziamo la lettura del Vangelo di Marco.

Di seguito, qualche linea introduttiva che aiuti la lettura.

Anzitutto tra i quattro vangeli, questo è quello più corto (“solo” 15 capitoli + l’ultimo aggiunto posteriormente) e poi è quello più antico (semplificando un po’: è Marco che ha “inventato” il genere letterario ‘vangelo’; gli altri poi lo hanno “copiato” sovrapponendo alla sua narrazione altre linee e interessi narrativi); ed è quello più “vivace” nei modi di raccontare.

In termini generali possiamo dire che è suddiviso così: comprese tra una introduzione (i primi 13 versetti del capitolo 1) e una conclusione (il capitolo 16) il racconto si articola in due grandi sezioni. Tutto il racconto tenta di rispondere alla domanda “Ma chi è costui?”. Con tre momenti essenziali (uno all’inizio, uno a metà e uno alla fine) dove si articola la risposta.

Iniziamo dal primo versetto: «Inizio del vangelo di Gesù, Cristo, Figlio di Dio». È una frase senza verbo, lapidaria, che ha tutto il sapore del titolo; dice infatti in poche parole quello che sarà il contenuto del racconto; allo stesso tempo non scende in troppi particolari. Marco ci narrerà le vicende di Gesù, che in riferimento al popolo è il Cristo/Messia e in riferimento a Dio è suo Figlio. Tutto questo però, svelato a noi lettori fin dall’inizio, per i personaggi del vangelo è una scoperta progressiva; dobbiamo arrivare a metà del racconto perché Pietro affermi di Gesù «Tu sei il Cristo» (8,29) e solo alla fine il centurione pagano, per primo, dirà: «Davvero quest’uomo era Figlio di Dio!» (15,39).

Dunque il vangelo di Marco è un itinerario di scoperta, di rivelazione, e questo non solo per i personaggi del vangelo, che progressivamente capiscono chi è Gesù, ma anche per noi lettori. In questo percorso di rivelazione riconosciamo due tappe: la prima va da 1,14 a 8,26 ed è ambientata in Galilea e conduce all’affermazione di Gesù come “Cristo”; la seconda va da 8,27 a 16,8 ed è orientata prima, e ambientata poi, a Gerusalemme e porta all’affermazione di Gesù come “Figlio di Dio”.

Potremmo anche noi ripercorrere la narrazione un po’ mettendo da parte quello che sappiamo di Gesù, per far emergere in noi la medesima curiosità dei discepoli e delle folle: ma chi è costui?

Il card. Martini definiva questo vangelo il “Vangelo del catecumeno”, cioè di colui che era in cammino verso la professione della propria fede (attraverso i sacramenti del Battesimo e dell’Eucaristia); potremmo provare a ritornare anche noi un po’ “catecumeni” e lasciarci sorprendere da Lui.

don Paolo, parroco

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Buona lettura!

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