Iniziamo la lettura della Lettera ai Galati, una lettera super-polemica. Se la Prima lettera ai Corinzi era polemica e aspra, e Paolo era impegnato con interlocutori che interpretavano in maniera grossolana il suo messaggio, ma non mettevano in dubbio la sua autorità di apostolo, qui in Galati invece si respira un'aria diversa: Paolo dichiara senz'altro che nel caso dei Galati non si tratta più del suo vangelo: «Mi meraviglio che così in fretta da colui che vi ha chiamati con la grazia di Cristo passiate ad un altro vangelo» (1,6); e poi subito precisa: «In realtà, però, non ce n'è un altro; solo che vi sono alcuni che vi turbano e vogliono sovvertire il vangelo di Cristo» (1,7). E subito pronuncia un anatema: «Se qualcuno vi predica un vangelo diverso da quello che avete ricevuto, si anatema!» (1,9).
Lo scontro è dunque consapevole e duro. Le circostanze storiche che stanno all'origine del contenzioso non sono subito chiarissime, ma la fede cristiana ha riconosciuto in questa lettera il documento indimenticabile della differenza radicale, che in nessun modo può essere cancellata, tra la giustizia cristiana che nasce dalla fede nel vangelo di Gesù e la forma che facilmente assume ogni religione di questo mondo, quella cioè di un complesso di tradizioni umane la cui pratica garantirebbe la giustizia (anche senza la fede). Così si ritrova l'opposizione tra le opere della legge e le opere della fede.
All'origine del pensiero di Paolo sta, con evidenza, la sua difesa gelosa e appassionata della libertà dei pagani dall'obbligo di osservare la legge giudaica intesa in senso etnico; e tuttavia la necessità di argomentare la difesa di questa libertà dei pagani lo induce ora ad approfondire la riflessione sulla legge. Paolo dice che la legge ha funzione provvisoria, destinata a contenere entro limiti precisi il popolo ancora ignaro dei disegni di Dio; essa dura soltanto nel momento in cui viene il discendente vero di Abramo, Gesù.
L'ultima parte della lettera (cc. 5 e 6) è dedicata alle esortazioni pratiche.
don Paolo, parroco
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