A piccoli passi verso un futuro

Inviato da Giovanna Arrigoni il Mer, 24/02/2021 - 09:01
Sud Sudan

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di presentazione del progetto

E’ tempo di Quaresima, tempo in cui ci si prepara a vivere la Passione, Morte e Resurrezione di Gesù. L’ascolto della Sua Parola e il mettersi alla Sua sequela porta  ognuno di noi all’incontro con i fratelli e le loro necessità.


La pandemia che stiamo ancora vivendo ha fatto capire la fragilità, la precarietà della vita, ci fa sperimentare sentimenti  di ansia, preoccupazione, paura, ci mette di fronte alla sofferenza, alla morte, ma anche alla certezza che Dio è con noi, ci è accanto. “Non abbiate paura”  diceva Papa Giovanni Paolo II.

Molte persone, molte famiglie vivono  situazioni di difficoltà economiche, emotive, sociali e il mondo del volontariato e tanti uomini e donne di buona volontà si sono attivate e si attivano per offrire il proprio contributo. Ma non dobbiamo dimenticare chi ha una vita ancora più precaria e difficile in tanti Paesi del mondo. E’ ciò che ci ha suggerito Papa Francesco nella sua enciclica “Fratelli tutti”,  in cui parla di “amicizia sociale” come via per “sognare e pensare ad un’altra umanità”.

Per questo il Gruppo Missionario della Comunità Pastorale ha deciso di sostenere  il Progetto

SUDAN: a piccoli passi verso un futuro

In Sud-Sudan i lunghi anni di conflitto per l’indipendenza e la successiva guerra civile, oltre ai cambiamenti climatici che provocano periodi alternati di siccità e alluvioni, hanno portato il Paese a una cronica insicurezza alimentare e sociale con conseguente instabilità economica e altri problemi, come ampi flussi di rifugiati e sfollati interni.

La condizione della popolazione rimane estremamente critica: su 13 milioni di abitanti 7,5 milioni hanno bisogno di assistenza (in pratica una famiglia su due) e l’emergenza Covid ha rallentato le operazioni umanitarie e aggravato ulteriormente la crisi alimentare.

L’obiettivo del progetto è quello di contribuire alla ricostruzione e al ripristino del benessere delle comunità, degli sfollati e dei rimpatriati nelle sette diocesi del Paese. Questo attraverso l’avvio di piccole attività che generino reddito con la distribuzione di attrezzi agricoli e sementi e la creazione di orti; la costituzione di 5 fattorie ; il supporto alla riconciliazione e alla ricostruzione sociale con momenti d’incontro tra gruppi etnici diversi e la riabilitazione del trauma di molte persone colpite dalla guerra civile; la distribuzione di generi alimentari e prodotti sanitari per le situazioni particolarmente gravi.

Per permettere la realizzazione di quanto previsto occorre il contributo di tutti. Diceva Madre Teresa:  “Quello che facciamo è soltanto una goccia nell’oceano, ma, se non ci fosse quella goccia, all’oceano mancherebbe”.  Siamo tutti invitati a compiere un gesto di condivisione nella carità che vuole essere un segno nella costruzione di un mondo più equo.

Grazie di cuore a chi dirà sì a questi fratelli aiutandoli in un momento difficile con un gesto, con un dono, piccolo o grande, dettato dal cuore e dall’insegnamento di Gesù che ci ha comandato di amarci gli uni gli altri.  

 

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