Nuovo Testamento

I primi capitoli del libro degli Atti da un lato ci mostrano il volto (a tratti dipinto in termini un po’ idilliaci) della prima comunità cristiana, dall’altro lo scontro che si produce con i sommi sacerdoti e i custodi della legge.

A partire dal c.6 lo sguardo si allarga: l’istituzione dei diaconi (in aiuto agli apostoli) e poi il lungo racconto della testimonianza di Stefano (dalla fine del c.6 all’inizio del c.8). Intanto il vangelo inizia a diffondersi nei territori circostanti.

Oggi, 26 aprile 2025, è una giornata "particolare" in quanto segnata dall'ultimo saluto a papa Francesco.

Domani concludiamo i “discorsi di addio” di Gesù ai suoi, ascoltando la preghiera che egli rivolge al Padre, nella quale consegna a Lui la propria vita e la vita dei suoi discepoli (queste parole forse possono un po’ illuminare anche il senso del distacco che prendiamo da questo successore di Pietro).

Spero che la lettura del vangelo di Giovanni non sia troppo scoraggiante: l’impressione che sia “difficile” è comprensibile, ma dobbiamo ricordarci che l’intento di questo evangelista è offrire, attraverso la narrazione, una meditazione sul mistero di Dio che si è rivelato in Gesù. Il vangelo di Giovanni andrebbe riletto più volte: solo la familiarità con il suo linguaggio lo rende un po’ meno oscuro. Ma l’importante è non arrendersi.

Lunedì 14 Aprile iniziamo la settimana “santa” riprendendo un brano noto a noi ambrosiani: il racconto della donna di Samaria (che preferisce l’acqua ferma a quella zampillante che le offre Gesù).

In questi giorni concludiamo la lettura del vangelo di Luca: al c. 20 le dispute con i capi del popolo; al c. 21 il discorso “escatologico”; ai cc. 22-23 il racconto della passione e infine, al c. 24 i racconti delle apparizioni del Risorto.

Con venerdì 11 aprile iniziamo la lettura del vangelo di Giovanni; un vangelo diverso dagli altri tre (che si possono leggere quasi in parallelo, per questo si chiamano “sinottici”), l’ultimo scritto in ordine cronologico.

Siamo arrivati alla metà esatta del Vangelo di Luca; abbiamo visto Gesù scegliere di dirigersi “decisamente”, senza pentimenti, verso la sua passione. Ora cerca di associare i suoi discepoli a questo pellegrinaggio, attraverso gli inviti alla vigilanza e alla attenta considerazione del loro modo di porsi di fronte alle sue parole (vedi soprattutto le parabole sulla scelta dei posti o degli invitati del cap.14).

I capitoli del vangelo di Luca che affronteremo a partire da domani, domenica 23 marzo, appartengono a due sezioni diverse del testo.

In questi giorni leggiamo la conclusione del Vangelo di Marco; esso si conclude in realtà con il versetto 8 del capitolo 16 con le donne che fuggono dal sepolcro dopo le parole dell’angelo perché spaventate e stupite “e non dissero niente a nessuno perché erano impaurite”. Un finale strano, che lascia tutto in sospeso, rimandando anche noi stessi a chiederci come reagiamo di fronte alla notizia della risurrezione.

Oggi concludiamo la prima metà del vangelo di Marco e domani iniziamo la seconda, inaugurata dalla domanda che Gesù fa ai suoi discepoli: «Ma voi chi dite che io sia?». Pietro dà la riposta giusta, ma è una risposta solo formale: la sua verità la conoscerà solo passando per il crogiuolo della passione, quando - piangendo amaramente - riconoscerà di aver tradito il Maestro.

Iniziamo la lettura del Vangelo di Marco.

Di seguito, qualche linea introduttiva che aiuti la lettura.